Grafologia, cenni storici

Socio onorario dell'Accademia di Scienze Grafologiche

In Francia, nel 1870, l'Abate Jean Hippolyte Micron chiama lo studio della scrittura "grafologia", dal greco graphein e logos e la eleva a scienza ragionata, con i suoi principi, le sue leggi e classificazioni che vengono esposte nel suo Systeme de Graphologie. Il libro fu pubblicato nel 1875, dopo trentacinque anni di osservazioni e incessanti ricerche.
Egli riesce a svincolare la grafologia dal minaccioso occultismo che pretendeva assoggettarla senza un metodo scientifico. A fine secolo, Jules Crèpieux-Jamin, che diventerà il capofila della scuola grafologica francese, elabora un metodo che è tuttora alla base dello studio grafologico in Francia. Il metodo viene spiegato in modo completo nel suo "ABC de la Graphologie", nel 1929.
Crèpieux-Jamin stabilisce alcuni principi base che guidano l'osservazione della scrittura, attraverso l'interazione dei segni in funzione dell'ambiente grafico. La visione psicologica di Crèpieux-Jamin si rifà ai principi della teoria gestaltica per la quale ogni elemento, in un insieme strutturato, si interpreta valutando il tutto. In Germania, negli studi di grafologia venne considerato il capo-scuola, il filosofo Ludwing Klages. Egli propose un metodo che pone "il ritmo" come punto focale dell'osservazione della scrittura, questo principio globale rimane un punto fermo ed universale della grafologia. In Italia, dopo la prima opera di Cesare Lombroso del 1875, dominò con i suoi studi grafologici Padre Girolamo Moretti. La sua opera più importante fu pubblicata nel 1948. Moretti classifica in modo logico 80 specie grafiche, ponendo una distinzione tra segni "sostanziali, modificanti e accidentali". Negli anni '30, la psicoanalista Ania Teillard, di origine baltica, ed il filosofo svizzero Max Pulver, introducono nel metodo grafologico la dimensione della "Psicologia del profondo". Pulver, uomo di vasta cultura umanistica, fornisce alla grafologia uno strumento incomparabile per inquadrare i valori simbolici della gestione dello spazio.
Per quanto riguarda l'analisi grafologica in età evolutiva, un particolare impulso è stato dato, negli anni '50, dalle ricerche statistiche effettuate da Hèléne de Gobineau e in seguito dallo psichiatra Jean de Ajiuriaguerra e dalla sua èquipe, nel quadro del Laboratorio di Psicologia Sperimentale dell'ospedale Henri Rousselle a Parigi.
Questi studi, sviluppatisi per più di dieci anni, hanno consentito di porre delle basi solide scientifiche, dalle quali ormai non si può più prescindere.

Vai alla neurofisiologia della scrittura oppure Vai al simbolismo spaziale